(redazione)
Una condanna definitiva a 12 anni di reclusione e un risarcimento di 805 mila euro riconosciuto in suo favore. Ma l’uomo che gli sparò, secondo quanto riferito al brigadiere, risulterebbe nullatenente. È il paradosso che oggi vive Sebastiano Giovanni Grasso, il carabiniere rimasto tetraplegico dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola mentre interveniva in aiuto dei colleghi.
Grasso ha lanciato una raccolta fondi su GoFundMe per sostenere le spese legali necessarie a tentare di recuperare quanto stabilito dalla giustizia.
Il 5 settembre 2021 il militare, allora vicebrigadiere in servizio alla Stazione dei Carabinieri di Aci Sant’Antonio, era libero dal servizio e si trovava nella chiesa di Santa Maria degli Ammalati per la Prima Comunione del figlio. All’esterno scoppiò una violenta lite e Grasso intervenne in supporto dei colleghi della Radiomobile. Un colpo di pistola lo raggiunse al collo, provocandogli gravissime lesioni e una tetraplegia.
Per quei fatti C.L. di 74 anni è stato condannato definitivamente a 12 anni di reclusione per tentato omicidio e porto illegale di arma da fuoco. La sentenza ha stabilito anche un risarcimento di 805 mila euro in favore di Grasso e di 20 mila euro in favore del Ministero della Difesa-Comando generale dell’Arma dei Carabinieri.
Per il comportamento tenuto quella sera, Grasso è stato inoltre insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile.
Adesso, però, il brigadiere racconta di trovarsi davanti a un ulteriore ostacolo: dovrebbe anticipare altre spese legali per cercare di recuperare il risarcimento da un condannato che risulterebbe privo di beni.
Grasso è monoreddito e ha tre figli minori a carico. Da qui l’appello alla solidarietà: dopo aver ottenuto giustizia in tribunale, resta la difficile strada per renderla concretamente esigibile.
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