(Di Leo Sorrentino)
Ad Acireale il cantiere, più che una fase temporanea, sembra essere diventato una “destinazione d’uso”. Si apre, si sospende, si rifinanzia, si riprogramma. Cambiano le amministrazioni, si moltiplicano gli annunci, ma le transenne resistono al tempo.
Vi è un lungo l’elenco di opere pubbliche che continuano ad assorbire risorse senza essere restituite ai cittadini.
L’Acigreenway, percorso cicloturistico realizzato da anni ma mai consegnato alla città, è oggi chiuso anche per le criticità legate ai fenomeni franosi della Timpa. Restano le polemiche sulla qualità dei lavori e gli interrogativi sul futuro di un’opera nata per valorizzare il territorio e rimasta inutilizzabile.
Il Teatro Maugeri, devastato dal ciclone del 5 novembre 2014, durante la prima sindacatura Barbagallo, attende da quasi dodici anni di tornare alla città. Nel frattempo si sono susseguiti finanziamenti, interventi e vicende legate alle coperture assicurative, senza arrivare alla riapertura. Un teatro che avrebbe dovuto rappresentare un punto di riferimento per la vita culturale acese è diventato il simbolo di un’attesa interminabile. Quanto denaro è stato complessivamente impegnato e speso? Quali interventi mancano ancora? E soprattutto, esiste una data credibile per la restituzione della struttura?
Il Palatupparello, oggi Palabattiato, acquistato dal Comune per circa quattro milioni di euro con un impegno finanziario pluridecennale (150.000€ l’anno per 25 anni), è diventato una moderna tela di Penelope: lavori interminabili alla copertura, temporanea apertura come centro vaccinale, nuove chiusure e ripetuti furti di cavi elettrici. Un impianto che continua a costare senza produrre servizi. Chiuso dal 2019.
Il pattinodromo, chiuso dal 2019, è alle prese con un cantiere abbandonato dall’impresa e finanziamenti rivelatisi insufficienti. Resta da chiarire anche l’eventuale rischio di restituzione delle somme. Intanto sono trascorsi sette anni senza che gli sportivi possano disporre della struttura.
L’ex liceo classico di via Sangiuliano, storico convento dei Domenicani, è destinatario di un finanziamento PNRR di circa 9,8 milioni di euro. Il cantiere procede apparentemente a rilento, con una presenza ridotta di operai, mentre circolano preoccupazioni sulla tenuta del finanziamento. Una circostanza non accertata che richiede urgenti chiarimenti ufficiali, anche alla luce delle scadenze del PNRR.
Piazza Europa continua a rappresentare un altro capitolo di questa interminabile storia. Diversi interventi di riqualificazione, cantieri che si susseguono, ritardi accumulati e lavori che oggi appaiono nuovamente fermi, con l’impresa che da tempo non garantirebbe una presenza continuativa. Una delle piazze più importanti della città resta così ostaggio di opere senza una conclusione visibile. A rendere il quadro ancora più desolante è la situazione della pavimentazione sotto i portici, area privata a uso pubblico, ma questa è un’altra storia.
E poi la Villa Belvedere, simbolo cittadino ridotto a una fruizione parziale, tra illuminazione carente, manutenzioni necessarie e quella contestata pavimentazione in ghiaietto ancora da sostituire.
Una situazione paradossale: mentre si annunciano nuove opere e si celebrano finanziamenti ottenuti, quelle già avviate restano intrappolate tra burocrazia, contenziosi, ritardi e ulteriori costi. E se non tutte le responsabilità sono politiche, resta comunque che alla politica spetta il compito di risolvere i problemi.
Perché Acireale, città dei cento campanili, non diventi anche quella dei cento cantieri sarebbe bello che non si facciano più proclami a lavori avviati ma a consegna dell’opera.
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