(di Angelo Trovato)
La villetta di Santa Maria Ammalati, frazione di Acireale, resta chiusa in attesa del progetto di riqualificazione che dovrebbe restituire sicurezza e decoro all’area. Dopo la rovinosa caduta di un albero avvenuta il 17 febbraio, che aveva distrutto la bambinopoli e imposto verifiche urgenti sul verde, la situazione è rimasta immobile: servono interventi strutturali, dalla rimozione degli alberi pericolanti alla sistemazione delle aiuole, dal nuovo impianto di illuminazione al ripristino della pavimentazione sollevata dalle radici degli alberi (questione frequente ad Acireale: che si sbagli continuamente a scegliere le essenze vegetali da piantumare?).
Il consigliere comunale Paolo Monaco, che da mesi sollecita gli uffici del Comune di Acireale, aveva chiesto più volte di accelerare la redazione del progetto, ricordando che la frazione attende risposte concrete. Nel frattempo, per ragioni di sicurezza, tutti i varchi della villetta erano stati chiusi.
Ieri si è svolto un nuovo sopralluogo, dopo quello di maggio. Un incontro “per pochi intimi” convocato in giornata di cui neppure l’assessore alla protezione civile Giuseppe Vasta era a conoscenza, poi avutone contezza, per caso, all’ultimo minuto.
Alla fine erano presenti: il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo, gli assessori “tomarchiani” Pulvirenti e Toscano, il consigliere Paolo Monaco e, addirittura, anche l’on. Salvo Tomarchio in persona. Obiettivo dichiarato: lavorare affinché l’assessorato regionale alle infrastrutture finanzi il recupero totale dell’area.
La presenza inaspettata di Vasta, che fa invece riferimento all’on. Santo Primavera, ha aggiunto una nota quasi cinematografica alla mattinata. Catapultato nel sopralluogo senza preavviso, è apparso come chi si ritrova improvvisamente in un contesto non proprio familiare: un po’ nella gabbia dei leoni, un po’ come un pesce fuor d’acqua, circondato da una regia politica che non era esattamente la sua. Nonostante ciò, Vasta, visto che la questione è di sua competenza, ha ribadito che il progetto è stato portato avanti dal suo assessorato e che a Palermo la richiesta è seguita proprio dall’on. Santo Primavera.
Dall’altro lato, i riferimenti acesi dell’on. Tomarchio, che avevano organizzato il sopralluogo “a sorpresa” alla presenza del deputato, sembravano voler “marcare il territorio“, in vista delle elezioni regionali del 2027.
Una dinamica che racconta molto del clima politico acese: quando c’è un finanziamento in ballo, la corsa a chi potrà dire “l’ho portato io” diventa quasi inevitabile.
La domanda, infatti, è già nell’aria: una volta accordato il finanziamento, chi si prenderà il merito? Chi salirà sul palco per annunciare che “grazie al suo intervento” la villetta di Santa Maria Ammalati , chissà quando, tornerà a nuova vita?
La scena, se non fosse reale, sembrerebbe essere stata scritta per una commedia politica: convocazioni last minute, presenze inattese, bandierine piantate qua e là, e una villetta che aspetta solo di essere riaperta. Alla fine, forse, il vero miracolo sarà rivederla aperta e fruibile. Ma su questo, meglio non scommettere.
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