(redazione)
Luca Carboni torna in Sicilia con il tour estivo “RIO ARI O LIVE”, una produzione che sta attraversando festival, anfiteatri e luoghi storici di tutta Italia, raccogliendo ovunque consensi e partecipazione. Due le date siciliane: domenica 9 agosto al Teatro Antico di Taormina e lunedì 10 agosto al Teatro di Verdura di Palermo. I biglietti sono disponibili su Ticketone e nei punti vendita abituali.
Il concerto di Taormina è organizzato dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia in collaborazione con Puntoeacapo Srl, all’interno del Festival Taormina Arte – edizione 2026. A Palermo, invece, Carboni sarà protagonista del Dream Pop Fest, inserito nel cartellone di “Palermo Live 2026 – La Grande Estate”, realizzato da Puntoeacapo con il Comune di Palermo.
Sul palco, l’artista porta un racconto musicale che attraversa quarant’anni di carriera, alternando momenti di festa collettiva a passaggi più intimi e acustici. “RIO ARI O” è il primo suono della sua voce arrivato agli ascoltatori, prima ancora delle parole di “Ci stiamo sbagliando ragazzi”, brano che apriva il suo disco d’esordio “…intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film”. Un suono diventato simbolo e chiave narrativa del tour.
La band che accompagna Carboni è composta da otto musicisti: Antonello Giorgi alla batteria, Mauro Patelli alle chitarre, Ignazio Orlando al basso, Antonello D’Urso alla chitarra e direzione musicale, Fulvio Ferrari a pianoforte, tastiere e sequenze, Gabriele Miceli alle chitarre, Fabrizio Luca alle percussioni e Andrea Ferrario a fiati e tastiere.
“Credo che la musica abbia in sé qualcosa di metafisico e misterioso che ci mette in contatto con altre anime”, racconta Carboni. “Mi sto godendo questo momento di gioia, mi piace l’idea di riabbracciare tutta l’Italia con la mia storia personale e musicale. Dal palco vedo tante persone, tante vite che hanno fatto una parte di viaggio con me”.
Il tour e il libro “Luca non parlava mai” sono figli della mostra “Rio Ari O”, realizzata al Museo Internazionale della Musica di Bologna nel 2024 e curata da Luca Beatrice. Nel live, infatti, la musica dialoga con un racconto visivo composto da disegni, quadri e schizzi dell’artista, rielaborati in una veste grafica che si integra perfettamente con lo show.
Sulla scaletta, Carboni spiega di essersi mosso con grande libertà: “Apro il concerto con ‘Primavera’, un brano simbolo della rinascita. È bellissimo scoprire questa possibilità di essere nuovi, di vedere dentro se stessi un’altra parte di sé”. Da “Fragole Buone Buone” a “Ci vuole un fisico bestiale”, passando per “Farfallina”, “Silvia lo sai”, “Mi ami davvero”, “Inno Nazionale” e “San Luca”, il live è una sequenza di successi che il pubblico continua a cantare da generazioni.
Tra i luoghi evocati nel libro “Luca non parlava mai” emergono San Luca e il mare, quest’ultimo definito dall’artista una “cattedrale emotiva”. Non manca “Mare Mare”, brano del ’92 che ha segnato un’estate infinita e che Carboni descrive come una canzone capace di risvegliare euforia, malinconia e un senso di liberazione profonda. “Al mare siamo sempre noi, ma siamo diversi”, afferma.
Su “San Luca”, Carboni aggiunge un ringraziamento speciale a Cesare Cremonini: “Sarò sempre grato a Cesare per avermi coinvolto in questo meraviglioso racconto che ho sentito subito mio e che mi ha dato anche la voglia di tornare live su un palco”.
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