(Di Seby Pittera)
Poche ore fa è stato presentato il programma della 48ª edizione del Premio Garitta d’Argento, con la direzione artistica di Antonello Musmeci e organizzato dalla Comunità di Santa Tecla.
Il premio si ispira alla garitta posta su uno sperone roccioso dello Scalo Pennisi. Questo manufatto si inserisce in un più ampio sistema difensivo della costa acese, realizzato come opera di avvistamento e di controllo per la tutela del territorio dalle incursioni e dagli sbarchi dei pirati saraceni nel corso del XVI e XVII secolo.
La costruzione della garitta fu ordinata da Don Francesco, conte di Ventimiglia e marchese di Geraci. Il 23 agosto 1625 venne infatti bandito l’appalto per la costruzione di ““di sette garitti, dell’altezza e larghezza solita e della solita proporzione, de fabrica a calce et rina come sono le garitte alle poste delle guardie marittime nel territorio della città di Catania e posti di guardia di Buxaira, La Tricza, Li Stazzuni, la Rinella, lu Toccu, Santa Tecla, e dell’Apa ad effetto che in dette garitte et ogni una di esse quando fa maltempo et vi è pioggia possiano le guardiani di dette guardie entrare in esse garitte et starsi al coverto senza bagnarsi né li loro persone né li armi”.
Il 7 settembre 1625, l’appalto fu aggiudicato a mastro Vincenzo Greco, che si impegnò a realizzare le sette garitte entro due anni, «ben fatte senza nessun inganno et mancamento».
Foto: veduta della postazione e ritratto del Marchese di Geraci – Fonti: “Storia di Aci dell’avv. Gravagno”
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