(di Angelo Trovato)
È in corso in questi minuti il sopralluogo dei carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina nell’abitazione di Noemi Impellizzeri, la 33enne trovata morta lo scorso 23 agosto. L’accesso degli specialisti rappresenta una fase cruciale dell’indagine, perché mira a chiarire in modo scientifico cosa sia accaduto nelle ore precedenti e successive alla morte della giovane.
Secondo quanto trapela da ambienti investigativi, gli esperti del Ris stanno effettuando rilievi tecnici ad alta precisione: mappatura completa dell’appartamento, repertazione delle microtracce, analisi dei punti di combustione e verifica di eventuali sostanze acceleranti. Le operazioni coinvolgono anche la sezione chimica, che sta esaminando i residui del rogo sviluppatosi all’interno della casa.
Il sopralluogo è considerato “irripetibile”, motivo per cui l’area di via Circumvallazione è stata interdetta al traffico sin dalle prime ore del mattino. Sul posto anche i militari della Sis di Catania, che collaborano nella documentazione fotografica e nella ricostruzione tridimensionale della scena.
Gli investigatori vogliono stabilire con certezza se l’incendio sia stato accidentale o provocato. Un punto chiave resta il fatto che le fiamme non abbiano raggiunto il corpo di Noemi: un elemento che alimenta dubbi e apre scenari investigativi complessi. La Procura di Catania attende gli esiti delle analisi per valutare nuove iniziative, mentre restano aperti i nodi legati alle tempistiche fornite dall’unico indagato, Toni Proietto, e al vuoto di circa 24 ore tra il presunto decesso e il ritrovamento.
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